28Gen
Google ha spiegato come utilizzare gli H1, H2 e H3 in chiave SEO

Google ha spiegato come utilizzare gli H1, H2 e H3 in chiave SEO

John Mueller di Google ha offerto una chiara spiegazione di come si devono utilizzare i titoli H1, H2 e HTML. Una lunga risposta ad un utente che mostra il ruolo degli elementi dell’intestazione e come si dovrebbero usare. All’inizio degli anni 2000, gli elementi H1, H2, H3 erano fattori di ottimizzazione reali. È stato reso quasi obbligatorio aggiungere le parole chiave nelle intestazioni per permettere ad un contenuto di indicizzarsi. Non è così da molti anni ma resta comunque una pratica SEO comune. L’aggiunta di parole chiave ai tag delle intestazioni è diventata una pratica SEO non perché è utile ma perché una semplice abitudine.

Le parole di Mueller

Mueller ha ribadito che si tratta di una pratica SEO scaduta e obsoleta quella di aggiungere meccanicamente parole chiave alle intestazioni nella convinzione che i tag di intestazione siano ancora un fattore di classifica: “Penso che, in generale, i titoli siano un po’ sopravvalutati, nel senso che è molto facile … essere coinvolti in molte discussioni teoriche su quali dovrebbero essere i titoli ottimali”. John Mueller ha continuato spiegando che Google legge le intestazioni nel modo in cui dovevano essere, il che serve a comprendere quale sia l’argomento dei paragrafi che seguono l’intestazione. “Usiamo le intestazioni quando si tratta di cercare. Ma li usiamo soprattutto per comprendere meglio il contenuto delle pagine”.

L’esperto Google si sofferma sui tag di intestazione, utili per spiegare di cosa tratta il testo, che è lo scopo dei tag di intestazione. L’uso corretto è aiutare i motori di ricerca a capire di cosa tratta il contenuto. Questo è tutto. Mueller spiega che le parole chiave nelle intestazioni non sono necessarie per il posizionamento: “Quindi non è che improvvisamente la tua pagina si classifica più in alto perché hai quelle parole chiave lì. È meglio che Google capisca un po’ meglio i contenuti e quindi può inviare utenti che cercano esplicitamente quello. Così facendo Google capisce meglio i contenuti e “classifica”  per le domande a cui tengo. Perché è importante la comprensione del contenuto e capire di cosa si sta parlando. Non bisogna approfondire troppo tutti questi dettagli e varianti, piuttosto si deve cercare di trovare un modo per rendere il contenuto di facile comprensione per le persone, oltre a far capire ai motori di ricerca il tipo di contesto al quale si fa riferimento”.

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